Cinquant’anni di impegno al servizio della comunità, della salute e della solidarietà. L’AVIS (Associazione Volontari Italiani Sangue) comunale di Lago celebra il cinquantesimo anniversario con il claim “Cinquanta di cento”, un messaggio che lega la storia dell’associazione locale a quella dell’AVIS nazionale, che nel 2027 raggiungerà il prestigioso traguardo dei cento anni di attività.
Le celebrazioni si svolgeranno il 12 e 13 settembre con un ricco programma di incontri, testimonianze, momenti istituzionali e iniziative dedicate al mondo del dono, tra cui una tavola rotonda a cura della Consulta Giovani e la sfilata dei labari associativi e dei gonfaloni dei comuni con la deposizione di fiori presso il busto del fondatore dell’AVIS, il medico italiano Vittorio Formentano, nella villetta della solidarietà. L’anniversario rappresenta anche l’occasione per fare il punto sull’attività svolta.
A Lago vengono raccolte mediamente 14 sacche di sangue al mese, ma particolarmente significativo è stato il risultato ottenuto quest’anno grazie all’iniziativa “Aperti per ferie”, che si è svolta dal 20 luglio al 22 agosto. Nel periodo estivo sono state, infatti, raccolte 76 sacche di sangue, a conferma della generosità dei donatori e dell’efficacia dell’organizzazione messa in campo dall’associazione. Importante anche il contributo offerto alla diffusione cultura della donazione degli organi. Durante “Aperti per ferie” sono stati raccolti 20 atti olografi dall’AIDO (Associazione AIDO – Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule).
Numeri che soddisfano il presidente dell’AVIS Lago, Giuseppe Muto, il quale sottolinea però alcune criticità che riguardano il futuro del sistema trasfusionale e del volontariato: “questi risultati ci rendono orgogliosi e dimostrano quanto la nostra comunità sia vicina ai valori della solidarietà. Tuttavia, non possiamo ignorare le difficoltà che stiamo affrontando, a partire dalla carenza di medici e infermieri, figure indispensabili per poter svolgere le attività di raccolta. A questo si aggiunge la necessità di coinvolgere nuove generazioni di donatori, perché il ricambio generazionale è fondamentale per garantire continuità al sistema”. La questione della disponibilità di sangue e plasma resta centrale.
Nonostante l’impegno dei volontari e dei donatori, infatti, l’autosufficienza in Calabria non è ancora stata raggiunta. Recentemente i mezzi AVIS hanno dovuto raggiungere addirittura il Veneto per recuperare oltre 300 sacche di sangue. Positiva l’esperienza del Servizio Civile Universale, che negli anni si è rivelata una preziosa palestra di cittadinanza attiva. “I ragazzi del Servizio Civile ci stanno dando una grande mano – evidenzia Muto – e spesso riusciamo a fidelizzarli. È significativo che, sui quindici componenti dell’attuale Consiglio Direttivo, ben otto abbiano svolto il Servizio Civile proprio con AVIS”.
